La chiesa ha una lunghezza di mt. 40 X 11,40 di larghezza e copre quindi una superficie di 456 mq. La sua ricettività è intorno alle mille persone in piedi e a sedere, su banchi e sedie di cui la chiesa è dotata."
Dopo i lavori di consolidamento a seguito dei bombardamenti aerei del 1943, la chiesa fu ampliata incorporando il triplice portico in cui si aprivano inizialmente le tre porte di accesso e su cui poggiava tutto il coro che è di oltre 100 mq.
La grande volta della chiesa e' decorata con motivi geometrici e floreali, che si ripetono lungo gli archi finti, le lesene e le vele delle finestre, ad opera del pittore genovese A. Delle Piane, chiamato a Salerno da P. Angelo da Genova, commissario generale della Provincia dal 1948 al 1955.
Sul fondo della chiesa, al di sopra dell'altare maggiore, ricco di pregiati marmi policromi, quattro colonne di porfido granitico sostengono il frontone spezzato del tempietto che fa da trono alla statua dell'Immacolata, che è di donna alta e slanciata, la quale poggia sul globo terrestre circondata da cinque angeli, mentre un piede schiaccia la testa del «serpente antico», eterno «avversario» della Donna.
Nello spezzato del frontone è collocato il monogramma della Madonna, mentre sui lati esterni sono deposti due angeli alati che suonano la tromba. È utile ricordare - o povertà dei frati! - che quegli angeli non sono che i bozzetti di gesso sui quali furono fusi in bronzo quelli che oggi adornano l'altare della Madonna nel santuario di Pompei.
Fa da sfondo a trono e altare una gloria di oltre quaranta angeli, oranti o in volo, che qui dipinse negli anni Venti Pasquale Avallone, pittore salernitano, «l'angiulill 'e papà», diceva, compiacendosene il figlio cantante quando veniva per matrimoni nella nostra chiesa.
Fu in quello stesso periodo che, in occasione del VII centenario della morte di San Francesco, Pasquale Avallone dipinse il celebre quadro conservato nell'episcopio cittadino, e di cui una copia su mattonelle di ceramica fu murato nei giardini vaticani negli anni Cinquanta quale dono del
glorioso Ter'Ordine Francescano al Santo Padre.
Nella larga fascia del cornicione, a destra e a sinistra, alta sulle nicchie di San Francesco, San Giuseppe e Sant'Antonio, e del Sacro Cuore, della Madonna di Pompei e di Santa Veronica Giuliani, campeggia la scritta latina che consacra l'epopea mariana dei figli di Francesco:
PER CHRISTUM PRAESERVATA - PER FRANCISCUM DEFENSA (Cristo la preservò, Francesco la difese) per cui la dottrina che fonda il domma dell'Immacolata Concezione di Maria è gloria e orgoglio dei francescani.
Dal presbiterio per due porte, laterali all'altar maggiore, si accede all'ampia sagrestia piena di luce per via delle due finestre che si aprono sull'orto retrostante del convento. Essa misura mt. 6,70 di lunghezza e mt. 11,40 di larghezza, copre, quindi, una superficie di oltre 76 mq.
L'arredano un tavolo grande al centro, un importante armadio per la conservazione di paramenti e vasi sacri e tre «angoli-confessione».
Negli anni Cinquanta per iniziativa di P. Gabriele da Corleto Monforte, fu aperta la porta da Via Vernieri quale «uscita di emergenza» per la chiesa.



